O Gesù Crocifisso!
Aiutaci a portare la nostra croce
come Tu hai portato la Tua!
Vergine Santa, Tu che sei stata così intimamente legata alla Passione del Tuo Figlio divino, nostro Salvatore, accompagnaci in questa Via Crucis, insegnaci Tu stessa, mostraci ciò che il Tuo Figlio divino ha sofferto per noi. Tu sapevi, fin dalla Sua nascita, che questo Bambino doveva essere sacrificato per la salvezza del mondo, e hai accettato pienamente questo sacrificio. Sei diventata la Vergine dei dolori. Madre Santissima, trafiggi i nostri cuori duri alla vista delle infinite sofferenze del nostro Salvatore.
Fa’ che il ricordo della Passione sia impresso nei nostri cuori e nelle nostre menti; allora sarà facile per noi amare il nostro Salvatore, seguire le Sue orme portando la nostra croce.
«Se qualcuno vuole seguire le Mie orme, ci dice Gesù, prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua.»
Non possiamo essere cristiani senza prendere la nostra croce, senza accettare di portarla seguendo Gesù sulla strada del Calvario.
I. Gesù è condannato a morte.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Consideriamo il nostro Salvatore che accetta la condanna, Lui che è l’innocenza e la santità stessa, mentre noi, i veri colpevoli, vogliamo sempre scusarci, discolparci, trovare motivi per diminuire la gravità delle nostre mancanze.
Ci inganniamo, non ci piace guardarci in faccia e conoscere la realtà della nostra miseria. Cerchiamo di discolparci attribuendo le nostre colpe o a carenze nell’educazione ricevuta o all’ambiente o a tendenze temperamentali; ma raramente diciamo che siamo colpevoli. Battiamoci il petto e chiediamo a Gesù di far cadere le scaglie delle nostre illusioni dai nostri occhi. Accusiamo umilmente noi stessi.
Gesù, l’innocenza stessa, accetta di essere il colpevole al nostro posto. Prende su di Sé tutti i nostri peccati. Diventa il più grande dei peccatori, perché noi non vogliamo portare le nostre colpe. Così gravato da tutti i peccati dell’umanità, Gesù è incorso nell’ira del Suo Padre divino.
Mentre contempliamo Gesù condannato a morte, chiediamo la grazia di riconoscere le nostre colpe, di umiliarci e di non cercare scuse. Riconoscere di essere poveri peccatori è la prima condizione per beneficiare dei frutti della Redenzione acquisiti attraverso la dolorosa Passione del nostro Salvatore. Smettiamo di giustificarci, di trovare scuse o di incolpare gli altri!
II. Gesù prende la croce.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Gesù accetta la croce, accetta di soffrire per noi che rifiutiamo la croce. Noi rifiutiamo la sofferenza, la dichiariamo ingiusta, mentre è pura giustizia. Se Gesù, il nostro Salvatore, non avesse accettato di soffrire per noi, saremmo tutti perduti. Senza gli infiniti meriti acquisiti dalla santa Passione di Nostro Signore, senza la Sua infinita misericordia, saremmo tutti condannati.
Ringraziamo Gesù e ricordiamo in particolare le grandi opere d’amore compiute nella Sua Passione. Ringraziamolo per averci salvato quasi a dispetto di noi stessi. Infatti, se Dio ci manda sofferenze e prove di ogni genere, è per salvarci nonostante noi stessi. Gli uomini si perderebbero, andrebbero all’inferno, se Dio li lasciasse vivere nell’agio, perché «la via del cielo è stretta». Nella Sua bontà e misericordia, non volendo che i frutti della Sua redenzione siano inutili, Dio manda sofferenze di ogni genere ai poveri esseri umani.
Chiediamo la grazia di godere di queste sofferenze accettandole con grande amore. Baciamo la croce che Dio ci presenta. Sì, fratelli e sorelle, siamo grati per la benedizione della croce, che è la sofferenza in tutte le sue forme. La croce è il dono più grande che Dio possa farci sulla terra; è il dono che fa ai Suoi amici più cari. È il segno dei predestinati, il segno infallibile della misericordia e della predestinazione divina. Ringraziamo Dio con tutto il cuore e chiediamogli l’amore della croce.
III. Gesù cade la primera volta.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Gesù aveva subito una flagellazione così cruenta che, senza un miracolo, non sarebbe stato in grado di portare la croce sul Calvario. I profeti avevano predetto che il Salvatore sarebbe stato appeso a un albero. Questo era il piano di Dio: il Suo amato Figlio doveva morire crocifisso. Chiediamo a Dio la grazia di andare fino in fondo, di portare a termine il nostro pellegrinaggio terreno come Dio ha stabilito per noi. Chiediamogli di resistere fino alla fine, di perseverare qualunque cosa accada, nonostante le prove e i dolori della vita, per ottenere la ricompensa promessa alle anime che perseverano fino alla fine.
Chiediamo questa perseveranza attraverso i meriti della santa Passione di Gesù. Ogni giorno, se possibile ogni momento, contempliamo il nostro Salvatore che ci precede sulla strada del Calvario. Il cammino sembrerà meno arduo se terremo lo sguardo fisso su di Lui. Il cammino verso il Calvario è stato, per così dire, l’apoteosi della vita del nostro Salvatore, la sintesi della Sua esistenza sulla terra: una perpetua Via Crucis. I tragici eventi, commemorati ogni anno durante la Settimana Santa, furono semplicemente la Passione esteriore e finale di Nostro Signore. Durante la Sua vita, Egli ha sofferto la Sua vera Passione, e la Beata Vergine è stata associata ad essa. La Passione di Gesù è iniziata fin dalla Sua nascita. Nella Sua prescienza, Egli conosceva tutti i Suoi dolori futuri; soffriva soprattutto alla vista di tante anime ribelli alla grazia e che avrebbero calpestato i Suoi doni, di tante anime che avrebbero disprezzato la Sua santa Passione e i progressi d’amore di Dio verso l’umanità. Questo spettacolo era la vera Passione di Nostro Signore e della Sua Santissima Madre, la Madre dei Dolori. Quando Maria presentò il Suo Gesù al Tempio, il vecchio Simeone Le disse: «Questo Bambino sarà una pietra d’inciampo per molti, un segno di contraddizione, e Tu stessa sarai trafitta da una spada di dolore».
Chiediamo dunque la grazia di camminare con coraggio sulle orme di Gesù e di Maria, di prendere ogni giorno la nostra croce, come ci chiede Nostro Signore nel Vangelo: «Chi vuole essere Mio discepolo, rinunci a se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua». Chiediamo questa grazia attraverso i meriti della santa Passione del nostro Salvatore.
IV. Gesù incontra Sua Madre.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Nostro Signore e la Beata Vergine Maria sono sempre stati molto vicini, erano una cosa sola. Durante la Passione, la nostra buona Madre era intimamente legata al Suo Figlio divino; Lo seguì sulla via del Calvario e condivise al massimo le Sue sofferenze. Non a caso la chiamiamo Madre dei Dolori, Nostra Signora dei Sette Dolori.
Chiediamo alla Beata Vergine Maria di intercedere per noi presso il Suo Figlio divino affinché le nostre anime, riscattate a così alto prezzo, siano purificate dalla misericordia divina. Chiediamo che molte anime nel mondo sperimentino i frutti e i benefici della Passione di Nostro Signore. Che questa santa Passione faccia piovere grazie eccezionali sulla nostra famiglia spirituale, su tutta la cristianità e su tante anime sulla via della perdizione.
O Madre Santissima, Tu che hai tanto sofferto con il Tuo divin Figlio, intercedi per noi presso il nostro Salvatore, intercedi presso l’Eterno Padre affinché, per i meriti della Santa Passione, ci vengano concesse grazie eccezionali: grazie di conversione per noi stessi, grazie per la Santa Chiesa, per l’intera umanità, specialmente per tutti coloro che soffrono sulla terra, affinché tutte queste sofferenze non siano vane, ma si identifichino, per un miracolo di Dio, con quelle di Gesù.
- Signore Gesù, il Tuo prezioso Sangue purifichi le anime per le quali sei morto con tanto amore.
- Mio Gesù, perdono e misericordia, per i meriti delle Tue sante Piaghe e per le sofferenze di Tua Madre.
- Eterno Padre, per il Cuore Addolorato e Immacolato di Maria, Ti offro le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle nostre anime.
V. Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Ogni giorno, nel nostro prossimo sofferente e colpito, Gesù stesso Si presenta a noi sulla via del Calvario. Chiediamo la grazia di imitare il gesto di Simone, aiutandolo a portare la Sua Croce. «Quello che fate al più piccolo dei Miei, disse Gesù, lo fate a Me».
Ci manca la fede. Poveri peccatori che siamo, non sappiamo riconoscere Gesù che passa sul nostro cammino ogni giorno e più volte al giorno, proprio come un tempo passò sul cammino di Simone il Cireneo.
Chiediamo a Dio di aiutarci a riconoscere Gesù, che continua la Sua Passione nelle Sue membra sofferenti. A volte siamo tentati di invidiare coloro che hanno assistito alla Passione temporale di Gesù, quella che si è svolta a Gerusalemme duemila anni fa. Essa si rinnova misticamente in ogni momento del giorno e della notte sui nostri altari, e si rinnova anche nella vita dei membri sofferenti del corpo mistico di Gesù.
Chiediamo lo spirito di fede per sapere come aiutare Gesù nel nostro prossimo, con una parola gentile o un gesto di aiuto.
VI. La Veronica asciuga il volto di Gesù.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Questa donna coraggiosa vede il suo Salvatore tutto sfigurato; non ha paura, si precipita tra la folla per pulire il volto insanguinato di Gesù. Che fortuna! Ma la felicità di questa donna è la nostra felicità; lo dimentichiamo... Ogni giorno possiamo pulire il volto livido di Gesù sul nostro prossimo. Ogni giorno possiamo anche proclamare pubblicamente il nostro attaccamento a Gesù, essendo fedeli ai Suoi comandamenti, al Suo Vangelo e a tutta la Sua volontà.
Veronica ha dato una dimostrazione clamorosa del suo amore per Gesù, ma anche noi possiamo dimostrare questo amore cento volte al giorno, se lo vogliamo. Le nostre azioni non saranno così spettacolari, o compiute in occasioni così eccezionali, ma saranno comunque una prova reale.
Amiamo lo spettacolare, amiamo l’eccezionale, ma ci manca l’amore. Perché Veronica ha compiuto un gesto così coraggioso quando gli Apostoli stavano scappando? Perché amava, e l’amore mette le ali.
Chiediamo questa grande grazia dell’amore di Dio. Che Gesù, attraverso la Sua santa Passione, infiammi i nostri cuori con il Suo amore, l’amore che renderà tutto facile e ci renderà pronti a fare qualsiasi cosa per il nostro Dio.
VII. Gesù cade la seconda volta.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Sulla strada del Calvario, vediamo Gesù brutalizzato, maltrattato e insultato, e ci indigniamo. Dimentichiamo che siamo noi, presenti in questi carnefici che, con i nostri peccati, abbiamo dato a Satana il potere di massacrare Gesù. Siamo i colpevoli della Passione di Gesù e vorremmo fare la parte degli innocenti. Abbiamo dimenticato che spesso siamo pronti a torturare Gesù per il minimo motivo? Lo mettiamo in bilico per un piacere ignobile, una piccola soddisfazione. Non preferiamo nulla sulla terra a Gesù, il nostro Salvatore, il nostro Dio; siamo pronti a infrangere i santi comandamenti di Dio, i santi desideri di Dio per la nostra soddisfazione. Per così poco, calpestiamo i doni di Dio e perdiamo la Sua grazia. Equipariamo Dio a cose volgari, senza valore, a volte persino vergognose, e vorremmo avere la coscienza pulita, passare per innocenti.
Perdonaci, Signore, perdonaci! Ti chiediamo la grazia di farci capire la malizia delle nostre colpe, la gravità di tutte le nostre disobbedienze ai Tuoi comandamenti e alla Tua santa Volontà. Facci capire, o Gesù, la malvagità delle nostre azioni e concedici la grazia della conversione.
- Mio Gesù, perdono e misericordia, per i meriti delle Tue sante Piaghe e le sofferenze di Tua Madre.
VIII. Gesù incontra alcune donne piangenti.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
«Non piangete per Me, ma piangete per voi e per i vostri figli», dice Gesù alle figlie di Gerusalemme. La vera tristezza è il peccato; non è la Passione in sé.
Tutti i mali sono venuti sulla terra a causa del peccato. Come ipocriti, continuiamo a deplorare i mali che si abbattono sul mondo, come se venissero dagli altri; siamo tutti colpevoli. Dobbiamo, poveri esseri umani, ammettere questa colpa, batterci umilmente il petto. Sì, il nostro Salvatore ha sofferto a causa dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
I nostri primi genitori hanno disobbedito a Dio, hanno rifiutato la Sua Volontà ascoltando il demonio che diceva loro: «Dio vuole tenervi nell’ignoranza, sotto il Suo giogo; non date retta a Lui. Liberatevi, emancipatevi. Sarrete come dei, conoscerete il bene e il male…» La nostra madre Eva ha ascoltato queste parole; lei e Adamo ci sono caduti. La storia si ripete...
L’orgoglio dell’uomo che vuole superare Dio, ecco la fonte di tutti i mali. Perché tante sofferenze sulla terra? Perché tante guerre, tanta povertà, tante persone che muoiono di fame? Tutti questi mali avvengono perché l’uomo si allontana da Dio; non segue il cammino che Dio gli ha tracciato. Ascolta la voce di Satana, geloso della felicità che Dio destina all’uomo nell’eternità.
Dio ci traccia il cammino per essere felici con Lui. Anche in questo mondo, i servitori di Dio hanno la gioia e la pace, nonostante le loro sofferenze.
La maggiore tristezza è che l’uomo, in generale, non vuole camminare secondo la Via tracciata da Dio nei Suoi comandamenti e nel Suo Vangelo. Gli uomini deviano da questo cammino che conduce direttamente al cielo, e tutti i mali ne seguono: guerre, ingiustizie, sofferenze di ogni specie. Quando l’uomo prende veramente il cammino di Dio, diventa «servitore di Dio», e migliora così la condizione dell’umanità. Ma non ce ne sono abbastanza... ci vorrebbero migliaia di san Francesco d’Assisi, migliaia di san Curato d’Ars o di santa Teresa del Bambino Gesù, che, come tanti altri Santi, sono passati sulla terra facendo del bene. Sono persone di questo tipo che migliorano realmente la sorte dell’umanità.
Nulla cambierà sulla terra finché non vorremo comprendere questa verità e tornare a Dio, camminando strettamente uniti a Gesù e a Maria. Possiamo deplorare quanto più la situazione mondiale, ma al di fuori dell’emendamento concreto della nostra vita, tutte le nostre lamentazioni resteranno sterili.
IX. Gesù cade la terza volta.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Gesù, il Dio forte, Si è rivestito della nostra umanità, Ha preso su di Sé le nostre debolezze per renderci forti. «Senza di Me, non potete fare nulla», dice. Ma «posso tutto in Colui che mi fortifica», scrive san Paolo.
O Gesù, datemi la forza, il coraggio per portare la mia croce fino alla fine, per osservare i Vostri comandamenti, per obbedirVi in tutte le cose, affinché diventiamo salvatori con Voi, con la Vostra Santissima Madre, Corredentrice del genere umano.
Datemi, o Gesù, la grazia di essere ostie immolate e crocifisse con Voi. Datemi la Vostra forza, Gesù, Ve la chiediamo umilmente. Riconosciamo umilmente che senza di Voi, non siamo che poveri esseri umani, deboli, fragili e incostanti. Che per i meriti della Vostra santa Passione le nostre anime siano fortificate, affinché diventiamo i Vostri servitori camminando sulle orme di tutti i Santi che Vi hanno servito con tanto amore! Fate che diventiamo veramente i Vostri Apostoli degli Ultimi Tempi per infiammare la cristianità, infiammare il cuore dei nostri fratelli e sorelle, affinché l’umanità conosca giorni migliori.
Per i meriti della Vostra santa Passione, Ve lo supplichiamo, datemi questa grazia, o mio Dio. «Non c’è amore più grande che dare la propria vita per coloro che si amano.» Questa prova d’amore, Voi l’avete data... Voi avevate già speso la Vostra vita goccia a goccia, ma Voi volevate, in uno spettacolo indimenticabile, darci prove tangibili, irrefutabili, dell’amore infinito che avevate per le Vostre creature così indegne. Ve ne ringraziamo e vogliamo renderVi questo amore, aiutati dalla Vostra santa grazia e dalla Vostra forza. Prendete possesso delle nostre persone, vivete in noi. Che non siamo più noi a vivere, ma che possiamo dire come il Vostro apostolo san Paolo: «È Cristo che vive in me.» Venite in noi, Gesù! Prendete possesso delle nostre persone, vivete nelle nostre persone. Vogliamo darci; prendeteci!
X. Gesù viene spogliato.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Gesù, la dignità, la purezza stessa Si è lasciato spogliare davanti alla folla, Ha accettato di subire questo affronto per espiare le indecenze degli uomini, le impurità e gli scandali.
Dio aveva creato l’uomo tutto luminoso, risplendente della gloria di Dio. Così come la Santissima Vergine che la Scrittura Santa chiama «la Donna rivestita del Sole», anche l’uomo aveva come veste questa splendore della divinità, ma l’ha persa per il peccato, come ci racconta la Genesi: «Dopo il peccato, i nostri primi genitori si accorsero di essere nudi e si vergognarono.» Si fecero dei vestiti con foglie d’albero per coprire la loro nudità. Non è una gloria essere nudi; è un disonore. Vediamo nella natura gli uccelli ornati di bei piumaggi, gli animali coperti di belle pellicce; ma per il peccato, l’uomo è stato lasciato nella sua nudità.
Gesù essendo diventato il peccatore per eccellenza, l’uomo del peccato – perché Ha preso su di Sé i peccati di tutta l’umanità – doveva quindi subire la sorte, la punizione del peccatore e essere spogliato.
Chiediamo perdono a Dio di tutte le nostre indecenze, di tutte le nostre mancanze di pudore, di tutte le nostre impudicizie. Chiediamo perdono per noi stessi e per tutta l’umanità di cui siamo responsabili.
Non possiamo dire come Caino: «Sono responsabile di mio fratello?» Sì, siamo responsabili. E se fossimo più donati a Dio, l’umanità sarebbe migliore. Ci diciamo cristiani, apostoli e discepoli di Cristo, pretendiamo di esserlo, ma molto spesso le nostre idee sono ben lontane da quelle di Cristo. Non facciamo gli innocenti! Abbiamo tutti la nostra parte di colpa in tutte le tristezze che arrivano sulla terra.
Quante volte non siamo tentati di guardare il nostro prossimo dall’alto, di criticarlo, mentre quel povero prossimo avrebbe bisogno delle nostre preghiere, delle nostre penitenze. Le anime hanno bisogno dei nostri suffragi, dei meriti di Gesù Cristo che potremmo loro ottenere con l’offerta del Santo Sacrificio della messa.
Chiediamo a Dio di toccare i nostri cuori, di aprirci gli occhi sulle nostre miserie e di darci la grazia di convertirci, per diventare veri cristiani, veri discepoli di Gesù Cristo.
XI. Gesù è inchiodato alla croce.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Chiediamo a Gesù la grazia di essere inchiodati con Lui sulla croce, di unirci intimamente a Lui, affinché non facciamo che uno con i nostri pensieri, i nostri desideri, le nostre volontà, i nostri sentimenti. Che nulla in noi sia estraneo a Nostro Signore, ma che tutto in noi sia conforme ai Suoi pensieri, ai Suoi desideri, alle Sue volontà, ai Suoi sentimenti.
Ammiamo ciò che Egli ama e siamo veramente crocifissi con Gesù, «vittime di Gesù e di Gesù crocifisso», come lo chiede la Santissima Vergine nella Regola dell’Ordine della Madre di Dio.
Ogni giorno, chiediamo a Nostro Signore la grazia di un’unione intima con Lui, che le Sue sante Piaghe siano sempre presenti alla nostra mente, non dimenticando mai i segni d’amore infinito che il nostro Salvatore ci ha dati.
XII. Gesù muore sulla Croce per la nostra salvezza.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Contempliamo il nostro divino Salvatore elevato tra cielo e terra. Sua Santissima Madre è là a ricevere le Sue ultime parole:
«Donna, ecco Tuo figlio; figlio, ecco tua Madre». Gesù ci ha dato tutto e, in quest’ora suprema, ci dà ciò che Gli resta più prezioso sulla terra: ci dà Sua Madre, ce La dà per il tempo e per l’eternità. Nella persona di san Giovanni, noi tutti abbiamo ricevuto questo prezioso dono; siamo diventati i figli di Maria. Non potremo mai esserLe abbastanza grati verso Dio.
Chiediamo a questa Madre dei Dolori di imprimere profondamente nei nostri cuori le piaghe di Gesù crocifisso. Chiediamole di istruirci delle cose del cielo. Siamo così limitati... Tutti questi misteri della nostra religione, in particolare questo grande mistero della nostra Redenzione, ci superano. Un Dio che Si fa uomo e muore per le Sue creature! Chi potrà comprenderlo? È un mistero d’amore. È qualcosa che non possiamo concepire nella nostra piccola testa umana, ma è una realtà. Un mistero è una cosa che supera l’intelligenza umana, ma è comunque una realtà. Il nostro Salvatore è morto per noi; dobbiamo rifletterci il più spesso possibile.
XIII. Gesù viene deposto dalla croce e consegnato alla Sua Madre.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Contempliamo Gesù sfigurato, la testa coronata di spine, il corpo tutto lacerato. Tutte le Sue piaghe ci rivelano l’amore di Dio per noi. Chi di noi sarebbe pronto a subire un tormento al posto del proprio prossimo? Sarebbe lì una grande prova d’amore di cui nessuno potrebbe dubitare.
Se qualcuno di noi fosse condannato a subire tutti i tormenti che Gesù ha subito: la flagellazione, la coronazione di spine, la crocifissione, e un altro venisse a dirgli: «No, no, amico mio, lasciate; io prenderò il tuo posto. Io subirò tutto questo al tuo posto», potreste dubitare un istante dell’amore di questa persona per voi? È ciò che Gesù ha fatto per noi…
Facciamo un serio esame di coscienza. Chiediamoci se veramente camminiamo sulle orme di Gesù sofferente. Passiamo piuttosto il nostro tempo a lamentarci, a piangere, a pensare che gli uomini ci fanno subire delle ingiustizie. Di fronte a Gesù sofferente, realizziamo e accettiamo una volta per tutte che meritiamo di soffrire per l’espiazione dei nostri peccati. È il minimo che possiamo fare in questo mondo, se vogliamo avere parte nel regno di Gesù.
XIV. Gesù viene deposto nel sepolcro.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Gesù è messo nel sepolcro per insegnarci che anche noi dobbiamo essere spogliati dell’uomo vecchio e sepolti con Gesù, se vogliamo risorgere con il nostro divino Maestro, a una vita nuova, una vita tutta d’amore e di generosità. Che per i meriti della Sua santa Passione, Gesù faccia questo miracolo a nostro favore!
La Passione e la morte del Dio fatto uomo è il fatto più straordinario della storia dell’umanità. Mai non potrà essere cancellato. Si parla di tutti i tipi di eventi, ma l’evento di Gesù morente per l’umanità è il più grande di tutti. Tutti gli altri eventi impallidiscono al suo confronto.
O Gesù, alla fine di questo cammino della Croce, per i meriti infiniti che Ci avete acquisito, otteneteci la grazia di una vita nuova, di una trasformazione miracolosa, di una conversione sincera.
Per le intenzioni del Padre della Cristianità: