O Gesù Crocifisso!
Aiutaci a portare la nostra croce
come Tu hai portato la Tua!
In unione con Maria, la Madre dei dolori, andiamo, o Gesù, a percorrere la via dolorosa per la quale siete passato per compiere la nostra redenzione sul Calvario. Possa questa meditazione dei principali misteri della Vostra passione riempire il nostro cuore di compunzione per i nostri peccati e di riconoscenza per il Vostro grande amore nei nostri confronti.
I. Gesù è condannato a morte.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Caifa e il Sinedrio hanno condannato Gesù a morte. Ma la Palestina è un paese tributario di Roma e occorre l’autorizzazione del procuratore per eseguire la sentenza… Per paura degli Ebrei che disprezza, per paura di perdere il suo posto e di incorrere nella disgrazia di Cesare, Pilato permette di infliggere a Gesù il supplizio riservato agli schiavi, il supplizio della croce.
«Per amore di te, sono sceso dal Cielo per farMi uomo; tu, Mi hai consegnato alla morte dopo avermi flagellato. Ti ho insegnato la via del Cielo; e tu Mi hai condotto al pretorio di Pilato. – O Mio popolo, che ti ho fatto? RispondiMi.»
II. Gesù prende la croce.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Secondo la consuetudine, i condannati alla croce dovevano portare lo strumento del loro supplizio: due pezzi di legno mal squadrati e disposti a forma di T.
«È stato messo al rango dei malfattori», aveva scritto Isaia, e come i briganti, i perturbatori dell’ordine pubblico, gli schiavi ribelli, il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo percorre le strade di Gerusalemme, carico della Sua croce.
«È perché ti ho dato tutti i doni del Cielo, che hai preparato una croce al tuo Salvatore? – O Mio popolo, che ti ho fatto? RispondiMi.»
III. Gesù cade la primera volta.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
C’è un po’ più di mezzo chilometro per andare dal pretorio di Pilato al Golgota, e il cammino è difficilmente percorribile… Gesù Si avanza in mezzo a una folla ostile la cui odio è attizzato dai farisei e dai nemici del Salvatore… Esausto per le sofferenze patite dalla vigilia, Egli cade a terra…
Voi che Pietro, Giacomo e Giovanni hanno visto nella gloria del Tabor, Voi che avete moltiplicato i miracoli nel corso della Vostra missione terrena, Voi il Dio forte, cadete. Ma Voi vi rialzate coraggiosamente. Dateci la forza di fare altrettanto in tutte le circostanze dure e penose della nostra vita.
«Ho voluto sollevarvi dall’abisso del peccato in cui giacevate; è per questo che Mi gettate a terra annientandoMi con insulti e bestemmie, colpendoMi crudelmente? – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
IV. Gesù incontra Sua Madre.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Nel giorno della presentazione al Tempio, il vecchio Simeone aveva predetto alla Vergine Maria: «Una spada di dolore trafiggerà il Vostro cuore». Alla lettera, questa profezia si è avverata dalla fuga in Egitto fino a quel momento così penoso, fino a quello così vicino e terribile della crocifissione…
O Maria, Madre dei dolori, noi abbiamo contribuito con i nostri peccati a far soffrire il Vostro divino Figlio, aiutateci a pentircene, unendoci con tutto il cuore ai tormenti che avete sopportato durante la Passione di Gesù.
«Dall’alto della Croce, vi ho dato Mia Madre come il più prezioso tesoro del Mio Cuore. Perché continuate a peccare e fate versare alla Mia tenera Madre torrenti di lacrime? – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
V. Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
«E costrinsero un certo Simone di Cirene a portare la croce di Gesù…» È così che il Vangelo ci presenta Simone, padre di Alessandro e di Rufo. Non è per pietà che i carnefici agiscono in questo modo nei confronti del condannato divino. Vedono la Sua debolezza che aumenta e temono che Egli non muoia prima di arrivare al Calvario.
O Gesù, ci avete riscattati liberamente, ma chiedete la nostra cooperazione. Vi aiuteremo a portare la Vostra pesante croce, accettando tutte le piccole croci che la Vostra Provvidenza ci riserva; esse serviranno alla nostra santificazione e all’espiazione delle nostre colpe.
«Vi ho detto che tutto ciò che fate al più piccolo tra i Miei, lo fate a Me stesso. Perché siete a volte così crudeli, così duri nei confronti del vostro prossimo? Quando fate soffrire gli altri, imitate i Miei carnefici, Mi ferite crudelmente. Aiutate il vostro fratello a portare la sua croce e Mi solleverete. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
VI. La Veronica asciuga il volto di Gesù.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Veronica, una donna che seguiva fedelmente Gesù, attraversa le file di quella folla crudele e si avanza con un velo per asciugare il viso del Salvatore, quel viso coperto di sudore, di sangue, di sputi, di immondizie, di lacrime. Nonostante le beffe, i sarcasmi e i sorrisi, Veronica compie il suo gesto di compassione…
Così, alcuni amici fedeli non hanno paura di affermarsi nel momento in cui la causa del Cristo sembra persa. Come ci siamo comportati in simili occasioni? Abbiamo avuto il coraggio di affermarci sempre come fedeli discepoli del Cristo? Perdono, o Gesù, per le nostre viltà, per i nostri rinnegamenti.
«O Miei figli! Le vostre bestemmie, le vostre ribellioni sono tante immondizie lanciate al Mio viso. Voi che Mi amate, che farete per consolarMi degli oltraggi con cui il mondo peccatore Mi opprime a ogni istante. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
VII. Gesù cade la seconda volta.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Malgrado l’aiuto del cireneo, Gesù è così indebolito che cade a terra per la seconda volta. È necessaria una volontà sovrumana per mantenere un soffio di vita in questo corpo torturato dalla flagellazione e dalla corona di spine, dove ha perso molto sangue, e che ora è schiacciato dal peso della croce.
Ma anche qui, con un’energia tutta divina, il Salvatore Si rialza.
Dopo aver pentito e perdonato i nostri errori, abbiamo dovuto deplorare delle ricadute.
Come Te, o Gesù, vogliamo comunque, coraggiosamente, proseguire sul cammino del Calvario, unico cammino della salvezza.
«Ho moltiplicato i Miei perdono e misericordie verso di te. Perché ricadi sempre negli stessi errori? O Mio figlio, disprezzi il Mio amore perché ti concedo così facilmente la Mia grazia? – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
VIII. Gesù incontra alcune donne piangenti.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Gesù era seguito da una grande folla di popolo e di donne che si percuotevano il petto e si lamentavano su di Lui. Ma Gesù disse loro: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di Me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli…»
Così, nonostante le sofferenze intollerabili, Gesù pensa prima ai mali che stanno per abbattersi sul popolo deicida.
Come la Vostra, o Gesù, formate in noi un’anima generosa, sapendo dimenticare le proprie pene, le proprie difficoltà, i propri fastidi per vedere e prevedere le pene degli altri, per comprenderle, e per venire in aiuto alle anime che ne hanno bisogno.
«O anime che amo tanto! Piangete, sì, piangete sui vostri peccati che sono la causa delle Mie sofferenze. E soprattutto, non rendete inutili le sofferenze infinite della Mia Passione e della Mia morte, correndo alla perdizione eterna. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
IX. Gesù cade la terza volta.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Il corteo si avvicina alla sommità del Calvario; la debolezza del Salvatore va accentuandosi e Egli cade per la terza volta. Quale non dovette essere la paura e la collera dei carnefici? Non avranno forse che un cadavere da fissare sulla croce?
Si rassicurino; anche giacente a terra, il Cristo rimane il Dio forte, il Signore del mondo, che darà la Sua vita quando lo vorrà.
A volte, lo sforzo che ci viene chiesto ci sembra penoso. Può darsi che durante il nostro cammino verso il bene, abbiamo segnato dei momenti di arresto, di ritirata, di cadute e di ricadute. Può darsi che non abbiamo creduto all’utilità e alla continuità dei nostri sforzi. Ora, come Te, o Gesù, e per Tua grazia, ci rialzeremo incessantemente e avanzeremo sempre coraggiosamente.
«Per sostenere il tuo coraggio e darti la forza di camminare nel sentiero stretto del Cielo, ti ho dato potenti aiuti: ti ho dato il Mio stesso Corpo nell’Eucaristia. Ti ho dato il sacramento della Penitenza per purificarti. Quante volte, ahimè! hai trascurato di trarre profitto da tante grazie. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
X. Gesù viene spogliato.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
I soldati presero i Suoi abiti imbevuti di sangue e li divisero in quattro parti, una per ogni soldato. Presero anche la Sua tunica e dissero tra loro: «Non la strappiamo, ma tiriamo a sorte a chi spetterà.» Così si compiva quella parola della Scrittura: «Si sono spartiti i Miei abiti e hanno tirato a sorte la Mia tunica.»
E voi accettate questo sovrappiù di dolore e questa umiliazione, o Gesù… Le piaghe delle Tue spalle e del Tuo petto si aprono di nuovo… è per Te come una seconda flagellazione. Sotto lo sguardo insultante della folla, Voi volete espiare tutte le nostre colpe di sensualità… Gesù, che amate la purezza, abbiate pietà di noi.
«O Miei cari figli, non sapete più rispettare il vostro corpo come il tempio dello Spirito Santo. Tanti peccati sono provocati dalle vostre indecenze, dalle vostre ricerche di soddisfazione. Quanto Mi fate soffrire! Tante anime vanno all’inferno per i peccati d’impurità, come diceva in lacrime Mia Madre a Fatima. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
XI. Gesù è inchiodato alla croce.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Al sommo del Calvario, i carnefici crocifissero Gesù tra due criminali condannati a morire con Lui.
Con la precisione che deriva dall’abitudine, i carnefici conficcano i chiodi nei polsi e nei piedi del nostro dolce Salvatore.
Lo scopo che si persegue in questo supplizio della crocifissione non è quello di far morire immediatamente il condannato, ma di accumulare il massimo di sofferenza e di portare la morte lentamente.
«O Mio popolo, ti ho elevato dalla tua miseria e ti preparo un posto nel Mio Regno celeste. E tu, Mi hai legato al patibolo della croce. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
XII. Gesù muore sulla Croce per la nostra salvezza.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Mentre i principi dei sacerdoti ridono e bestemmiano, mentre le tenebre si addensano intorno al Golgota e su Gerusalemme, dalle dodici alle tre, sette volte il Salvatore alza ancora la voce. Egli prega per i Suoi carnefici, promette il paradiso al buon ladrone, fa di Sua Madre nostra Madre, invoca il cielo in Suo aiuto, Si lamenta di una sete terribile e, dopo aver annunciato che tutto è compiuto, liberamente, Egli rende l’ultimo respiro dicendo in un grande grido: «Padre Mio, rimetto la Mia anima nelle Tue mani.»
«Sappiamo, dice san Paolo, che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con Gesù, affinché non siamo più schiavi del peccato… Poiché, in quanto il Cristo è morto per il peccato, è morto una volta per tutte… Voi dunque anche, consideratevi morti al peccato, e come non viventi più che per Dio in Gesù Cristo nostro Signore.»
«O Mio popolo, sono venuto sulla terra per darti la vita eterna. E tu, Mi fai morire di morte la più crudele e la più ignominiosa. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
XIII. Gesù viene deposto dalla croce e consegnato alla Sua Madre.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Ai piedi della croce di Gesù stavano in piedi Sua Madre, la sorella di Sua Madre, Maria moglie di Cleofa e Maria Maddalena…
Pittori, scultori, statuari hanno riprodotto questa scena della Pietà: Maria che riceve sulle Sue ginocchia il corpo esangue e sfigurato del Suo divino Figlio. Ma nessuno è stato in grado di tradurre il dolore della nostra Madre, Corredentrice con Gesù.
«O Madre, fonte d’amore, dice lo Stabat Mater, fatemi sentire la violenza delle Tue sofferenze, affinché io pianga con Te.
«Fatemi ardere il cuore d’amore per il Cristo, mio Dio, affinché io possa piacerGli.
«O santa Madre, fissate le piaghe del Crocifisso saldamente nel mio cuore.»
Incidete nel mio cuore l’amore e le sofferenze del Vostro Figlio. Il Suo amore, affinché per Lui io sacrifichi tutto ciò che mi allontana da Lui; le Sue sofferenze, affinché per amore di Lui io accetti ogni sofferenza con coraggio cristiano.
«O Miei figli, abbiate pietà della Mia Madre e della vostra, che piange torrenti di lacrime e soffre per il Suo popolo che rifiuta di convertirsi. Non permettete che le Sue lacrime siano versate invano. Lavorate con tutte le vostre forze con Lei, attraverso la preghiera e la penitenza, alla salvezza delle anime dei vostri fratelli. – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
XIV. Gesù viene deposto nel sepolcro.
O santa Madre dei dolori, imprimi nel mio povero cuore le ferite del mio dolce Salvatore.
Ci genuflettiamo davanti alla rappresentazione della stazione, dicendo:
Poi viene annunciata la stazione: Prima stazione... ecc...
Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo prendono il corpo di Gesù e lo avvolgono in lenzuoli, con aromi come era la consuetudine di seppellire presso gli Ebrei. Ora, c’era, nel luogo dove Gesù era stato crocifisso, un giardino, e in quel giardino, un sepolcro nuovo, dove ancora nessuno era stato messo. Fu lì, perché quel sepolcro era vicino, che deposero Gesù prima del tramonto.
«Ignorate forse, dice l’Apostolo, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, è nella Sua morte che siamo stati battezzati? Perché siamo stati sepolti con Lui nel battesimo morendo al peccato, affinché, come il Cristo è poi uscito dal sepolcro risuscitando dai morti per la gloria del Padre, così anche noi cammineremo ormai in una vita nuova.»
«O Miei figli, per ottenere la vita eterna che vi ho acquistata a così alto prezzo, non accetterete di morire alle cose del mondo e di morire a voi stessi per non vivere più che per Me? Il vostro cuore resterà sempre duro come la pietra? Lo darete finalmente al vostro Dio che vi ama infinitamente? – O Mio popolo, che vi ho fatto? RispondiMi.»
Per le intenzioni del Padre della Cristianità: