Lezione 1 – Il Dio dell’Amore

Esiste un Dio – uno solo – cioè un Essere infinitamente buono e infinitamente potente, che ha creato il cielo e la terra e tutto ciò che essi contengono. Un essere è ciò che esiste. Un albero, un cavallo, un uomo sono esseri. Dio è il più perfetto di tutti gli esseri. Lo chiamiamo Creatore del cielo e della terra, perché Li ha fatti con la Sua onnipotenza e Li ha fatti dal nulla.

Vedi quell’aereo che si eleva tra le nuvole, vedi quelle automobili che corrono sulla strada? Nulla di tutto ciò si è fatto da sé. Degli operai li hanno costruiti. Allo stesso modo, il mondo non si è fatto da solo. L’esistenza del mondo non è il risultato di un caso fortuito. La bella natura non è stata prodotta dal caos. Colui che l’ha fatta non è l’uomo; infatti, come potrebbe un uomo fissare una stella nel cielo o plasmare questo splendido sole luminoso? È Dio il Creatore del mondo. È Dio solo che ha fatto ogni cosa con l’armonia perfetta che regna nella natura.

Esiste un Dio, ma ce n’è forse più di uno?... I pagani, nei tempi antichi, credevano che esistessero più dèi. Alcuni ignoranti adorano ancora oggi il dio delle foreste o il dio del mare. È un errore assurdo. Dio, essendo per definizione l’Essere infinitamente perfetto e infinitamente potente, non può essere molteplice. Se ci fossero più dèi, l’uno sarebbe migliore o più potente dell’altro.


Ogni essere umano possiede qualità e difetti. Il buon Dio, invece, possiede solo perfezioni. Egli è infinitamente amabile, infinitamente intelligente, infinitamente giusto, infinitamente potente. Egli è l’Amore infinito. Si dice che Egli è un puro Spirito, perché non ha, come noi, un corpo che possa essere visto dai nostri occhi e toccato dalle nostre mani.


Dio solo può colmare il cuore umano. Egli è la sorgente di ogni bellezza, di ogni bontà, di ogni felicità e di ogni perfezione.


Essendo un puro Spirito, il buon Dio è nello stesso tempo in cielo, sulla terra e in ogni luogo. Egli è eterno, cioè non ha avuto inizio e non avrà mai fine. Tu non esistevi prima, e un giorno morirai. Il buon Dio, invece, è sempre esistito e non morirà mai.


Chi potrà dire ciò che Dio è in Sé stesso?... Quando san Giovanni ha voluto descriverLo, disse:
«Dio è Amore.»


La nostra debole intelligenza deve inchinarsi con rispetto davanti alla maestà divina e credere fermamente ciò che ci è stato rivelato dal Figlio di Dio stesso:
«Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandoLe nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato.»

Queste parole ci indicano che in Dio vi sono tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Queste tre Persone sono realmente distinte. Il Padre non è il Figlio né lo Spirito Santo. Il Figlio non è né il Padre né lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo non è né il Padre né il Figlio. Sono tre Persone perfettamente uguali, ma un solo Dio. Questo è il mistero della Santissima Trinità.

Un mistero è una verità che Dio ha rivelato all’uomo e che la nostra debole ragione non può comprendere. Senza pretendere di comprenderLa, bisogna credere alle verità che Dio ha rivelato.

Ogni cristiano deve rendere ogni giorno omaggio alla Santissima Trinità. Per questo basta fare su di sé il segno della croce dicendo:
«Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo – e della Madre di Dio. Amen.»

 

Si aggiunge «e della Madre di Dio», perché la Santissima Vergine Maria è Figlia di Dio Padre, Sposa dello Spirito Santo e Madre di Dio, quindi intimamente unita alla Santissima Trinità.  Dobbiamo amare, onorare e glorificare la Santissima Vergine Maria, ma non La adoriamo.

Sant’Agostino e la Santissima Trinità

Sant’Agostino (354-430) era vescovo della città di Ippona, in Nord Africa. È uno dei più illustri studiosi che hanno onorato la Chiesa.

 

Un giorno, si trovava in riva al mare e passeggiava sulla spiaggia deserta.  Le onde si infrangono dolcemente sulla riva e il loro ritmo armonioso culla i pensieri dell’illustre dotto.  Immerso in una profonda meditazione, riflette sul mistero della Santissima Trinità.  Con sguardo indagatore, il grande vescovo prosegue per ore la sua passeggiata e le sue riflessioni.

 

Con insistenza, ripete:  «Chi sei Tu, o mio Dio, se non il Creatore e il Signore di tutte le creature?  Certamente, se dall’opera si riconosce l’artefice, appare ben chiaro a ogni occhio perspicace che l’universo è un orologio i cui movimenti sono troppo ben regolati per essere frutto del caso.  Per costruire questo universo è stata necessaria un’Intelligenza infinita, così come, per conservarlo, è necessaria un’infinita Saggezza.  Questo, la mia debole ragione lo comprende facilmente.  Ciò che le sfugge è ciò che Tu sei in Te stesso, o mio Dio.  Tu vuoi che io creda che Tu sia un unico Dio in tre persone.  Ma come possono tre persone costituire un unico Dio?...  Cerco e non capisco...»  E l'intenso sforzo del suo pensiero corruga la nobile fronte di quest'uomo sagace.

 

All’improvviso, il vescovo scorge a pochi passi da sé un grazioso bambino che, dopo aver scavato una buca nella sabbia, sembra molto intento a versarvi dell’acqua. Fa la spola tra l’immenso oceano e il luogo in cui gioca. «Cosa stai facendo lì, piccolo?» dice Agostino sorridendo al bambino.  – Voglio, risponde il bambino, mettere in questa buca tutta l’acqua del mare.  – Povero ragazzo! esclama il vescovo, non ci riuscirai mai.  Non è possibile.  Questa buca è minuscola e l’oceano è senza rive.  Nessun essere umano può misurarne la profondità e l’estensione!  È una follia!  – Sappiate, replica il bambino, che è ancora meno sensato voler comprendere, con la semplice intelligenza umana, la sublime natura di Dio.»  Dette queste parole, il bambino scompare all’istante.  Era un angelo che il buon Dio aveva mandato sotto forma umana, per illuminare il dotto Agostino. 

 

Riconoscendo il proprio errore, il pio vescovo si inginocchia sulla spiaggia per adorare un unico Dio in tre persone.  Da quel momento in poi, mette a tacere il proprio giudizio e, con la spontaneità di un cuore di bambino, crede fermamente nel mistero della Santissima Trinità senza cercare più di comprenderlo.