Lezione 8 – La Risurrezione, l’Ascensione e la Pentecoste

Nemici accaniti

Dopo la morte di Gesù, i Suoi discepoli, con il cuore spezzato, depongono il Suo santo Corpo dalla Croce. Lo avvolgono in un lenzuolo puro e Lo depongono in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia, poco distante dal Calvario. Fanno rotolare una grande pietra davanti all’ingresso, e il silenzio scende sulla collina. Tutta la natura piange la morte del suo Creatore.

Ma i nemici del Maestro non trovano riposo. Si ricordano che Gesù ha detto apertamente che sarebbe risorto il terzo giorno. Temendo che la Sua parola si compia, i capi dei sacerdoti e i farisei si recano da Pilato e dichiarano:
«Signore, ci ricordiamo che quell’uomo disse, quando era ancora in vita: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che il sepolcro sia custodito fino al terzo giorno, perché non avvenga che i Suoi discepoli vengano a rubarLo e dicano al popolo: È risorto dai morti.»

Pilato disse loro:
«Avete una guardia; andate e vigilate come meglio credete.»

Allora essi sigillarono la pietra e posero delle guardie davanti al sepolcro.

Mentre i nemici di Gesù vigilano su un sepolcro sigillato, i Suoi discepoli, oppressi dalla paura, si tengono nascosti dietro porte chiuse. Sono ancora perseguitati dal ricordo delle sofferenze infinite del Maestro: la Sua flagellazione, la Sua corona di spine, i tormenti che Lo hanno schiacciato e la Sua morte sulla Croce. Temono di essere scoperti, catturati e sottoposti allo stesso supplizio. Come potrebbero questi uomini tremanti pensare di affrontare le guardie, di rotolare la pietra e di trafugare il Suo Corpo? Quale assurdità da parte dei farisei! No, il loro cuore è spezzato, la loro fede vacilla, ogni speranza sembra morta in loro. Non aspettano più nulla…

Gesù risorge per la Sua propria potenza

Tre giorni dopo la morte di Gesù, all’alba della domenica, un violento terremoto scuote la città di Gerusalemme. Splendente come un fulmine, un Angelo del Signore scende dal Cielo. Si avvicina alla pietra che chiude il sepolcro di Gesù, la rovescia e vi si siede sopra. Egli apre il sepolcro perché tutti vedano che è vuoto, poiché Gesù è risorto come aveva predetto.

Le guardie, colpite da spavento, cadono con la faccia a terra. Sono come fulminate, si direbbero morte. Le tenebre cedono il posto alla luce pasquale, tutto il Cielo esulta, e Satana, vinto, urla di rabbia. Cristo è uscito dal sepolcro, vincitore del peccato e della morte. La Sua Risurrezione è la prova più grande della Sua Divinità ed è il pegno della nostra stessa risurrezione.

All’alba, alcune donne si incamminano piangendo verso il Calvario. Vengono per imbalsamare Gesù. Giunte al sepolcro, vedono che la pietra è stata rotolata. Entrano e constatano che il Corpo di Gesù non vi è più. Due Angeli appaiono accanto a loro, vestiti di vesti splendenti. Piene di timore, esse chinano il volto verso terra. Un Angelo dice loro:
«Non temete. So che cercate Gesù di Nazaret, che è stato crocifisso. Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui: è risorto, come aveva detto.»

Ma le guardie, ripresesi dallo spavento, corrono in città per raccontare ogni cosa ai capi. Allora gli anziani offrono loro una grande somma di denaro e dicono:
«Vi proibiamo di divulgare questi fatti. Direte invece che i Suoi discepoli sono venuti di notte e Lo hanno rubato mentre dormivate.»

I soldati, corrotti, prendono il denaro e la voce si diffonde tra il popolo.

Innumerevoli segni luminosi hanno attestato che Cristo è veramente risorto, vincitore di Satana e di tutti i suoi seguaci. Per quaranta giorni, Gesù risorto Si è mostrato a molti testimoni, che Lo hanno visto, Lo hanno toccato e hanno reso testimonianza alla Sua Risurrezione.

È questo il grande mistero che la Chiesa celebra ogni anno nella festa di Pasqua.

Una visita inattesa

La notte scende su Gerusalemme. In una casa dalle imposte chiuse, un piccolo gruppo di uomini è riunito. I discepoli parlano a bassa voce; ogni rumore della strada li fa trasalire. La porta è chiusa: hanno paura. Hanno crocifisso il loro Maestro e temono che vengano a cercare anche loro.

All’improvviso, senza che la porta si apra né che il chiavistello si muova, una presenza appare in mezzo alla stanza. Alzano gli occhi… e Lo vedono. Ma è Gesù! Gesù Si trova là, vivo, in piedi in mezzo a loro!

Pietrificati, nessuno osa dapprima parlare. Alcuni credono di vedere un fantasma. Ma Gesù dice dolcemente, con quella voce che conoscono così bene:
«La pace sia con voi.»

Queste parole leniscono il loro dolore. Poi Gesù mostra loro le Sue mani e il Suo costato, ancora segnati dai chiodi e dalla lancia. Le piaghe sono lì, reali, ma trasfigurate: sono le stesse ferite, ma su un Corpo glorioso.

Allora il loro timore si trasforma in una gioia ineffabile. I discepoli non si trattengono più. Colui che hanno visto morire sulla Croce è lì, vivo, in mezzo a loro. Comprendono che Gesù ha vinto la morte e che la Sua Risurrezione è la prova irrefutabile della Sua Divinità.

Gesù dice ancora:
«La pace sia con voi. Come il Padre ha mandato Me, anch’Io mando voi.»

Poi soffia su di loro e aggiunge:
«Ricevete lo Spirito Santo.»

Gli Apostoli non hanno meno nemici di prima, ma non sono più gli stessi uomini. Sanno che Gesù è vivo, che è venuto a cercarli dietro le loro porte chiuse, e che ormai nessuna porta serrata, nessun attacco, nessun peccato potrà impedire al Risorto di raggiungerli.

Tommaso l’incredulo

Tommaso non era presente la sera in cui Gesù era apparso ai discepoli. Quando i suoi fratelli gli dicono con entusiasmo: «Abbiamo visto il Signore!», il suo cuore si stringe. Aveva tanto sperato che Gesù Si liberasse dai Suoi nemici, come aveva fatto tante volte in passato. Tommaso aveva sofferto profondamente per la morte di Colui che adorava come il Dio fatto uomo. Teme di lasciarsi ingannare da quello che gli sembra un bel sogno. Sente che non potrebbe sopportare un’altra delusione. Allora risponde con una durezza che nasconde la sua ferita:
«Se non vedo nelle Sue mani il segno dei chiodi, se non metto il mio dito nel posto dei chiodi, se non metto la mia mano nel Suo costato, io non crederò.»

Passano otto giorni. Otto giorni di angoscia e di dolore lancinante per il povero Tommaso. La gioia dei suoi compagni rende ancora più acuto il suo tormento.

Una sera, i discepoli sono di nuovo riuniti nella casa, e questa volta Tommaso è con loro. Le porte sono chiuse, come la prima volta. All’improvviso, Gesù Si trova in mezzo a loro e dice:
«La pace sia con voi.»

Poi Si rivolge a Tommaso, il cui cuore batte con forza:
«Metti qui il tuo dito e guarda le Mie mani; stendi la tua mano e mettila nel Mio costato; e non essere incredulo, ma credente.»

Tommaso rimane sconvolto. Vede le piaghe, sente la dolcezza e l’amore di quella voce così cara. Comprende che Gesù ha udito il suo dubbio. Il buon Maestro viene non per condannarlo, ma per rialzarlo dalla sua debolezza. Allora, pentito, umiliato e felice, l’Apostolo esclama, prostrandosi:
«Mio Signore e mio Dio!»

Gesù gli dice:
«Perché Mi hai visto, hai creduto. Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.»

Sotto il cielo dell’Ascensione

Quaranta giorni sono passati dalla Risurrezione. Durante questo tempo, Gesù è apparso ai Suoi discepoli, ha parlato loro del Regno di Dio, ha mangiato con loro, li ha consolati, li ha istruiti ancora.

Un giorno, Egli dà loro appuntamento fuori Gerusalemme, sul monte degli Ulivi. L’aria del mattino è limpida, è una splendida giornata di primavera. Non appena i discepoli sono riuniti, Gesù Si manifesta a loro. VedendoLo, i discepoli Lo adorano, riconoscendoLo come il loro Dio. Gustano la presenza del loro Maestro Risorto, ma intuiscono che un grande mistero sta per compiersi. Giunti sulla cima, Gesù parla loro così:
«Ogni potere Mi è stato dato in Cielo e sulla terra. Andate dunque, ammaestrate tutte le nazioni, predicate il Vangelo a ogni creatura. Battezzatele nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che Io vi ho comandato. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato. Ed ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla consumazione dei secoli.»

Le Sue parole sono semplici, ma solenni. Ricorda loro che saranno i Suoi testimoni «fino agli estremi confini della terra» e che riceveranno presto la forza dello Spirito Santo.

Poi Gesù alza le mani per benedirli.

E mentre parla ancora, accade qualcosa di inaudito. Sotto i loro occhi, Egli comincia a elevarSi. Lentamente, sostenuto dalla Sua propria Potenza, Gesù sale verso il Cielo, e una nube viene a sottrarLo al loro sguardo.

I discepoli restano là, immobili, con gli occhi fissi in alto, perché il loro cuore avrebbe tanto voluto seguire il loro Maestro.

Allora due Angeli in vesti bianche appaiono accanto a loro e dicono:
«Uomini di Galilea, perché state a guardare il Cielo? Questo Gesù, che è stato assunto in Cielo di mezzo a voi, verrà allo stesso modo in cui Lo avete visto andare in Cielo.»

Essi scendono dal monte con il cuore sconvolto, ma in pace. Sentono di non essere più orfani. Gesù non è più visibile, ma non è assente. È salito presso il Suo Padre per preparare loro un posto e, nell’attesa, Li manda in missione nel mondo, con la promessa di un ritorno glorioso.

Un fuoco che trasforma

Dopo l’Ascensione di Gesù in Cielo, gli Apostoli trascorrono nove giorni nel Cenacolo in compagnia della Santissima Vergine Maria, che continua a infondere in loro lo spirito del Suo divin Figlio. Sono un cuor solo e un’anima sola.

Mentre pregano insieme accanto alla Santa Vergine, un soffio venuto dal Cielo riempie la casa e delle lingue di fuoco si posano sul loro capo. Lo Spirito Santo, che Gesù aveva loro promesso, fa di questi uomini semplici e timorosi dei testimoni intrepidi del Vangelo.

Per un miracolo di Dio, parlano tutti lingue che non hanno mai imparato, e le loro parole sono ardenti come il fuoco. Colpiti da ciò che dicono, convinti dai miracoli che essi compiono nel Nome di Gesù Cristo, gli ascoltatori, a migliaia, si convertono e chiedono il Battesimo.

Da quel giorno, la vera religione di Gesù si diffonde come una scintilla che appicca un incendio in tutto il mondo. Tutte le forze umane coalizzate contro di essa e le persecuzioni più violente non sono riuscite a fermarne la propagazione. Nessuna catena, nessuna spada, nessun impero ha potuto soffocarla. La Chiesa, nata dal soffio di Cristo e fortificata dallo Spirito Santo, rimane in piedi da duemila anni e lo resterà fino alla fine dei tempi. Perché il Signore lo ha promesso: Egli sarà con lei fino alla consumazione dei secoli, e l’inferno non prevarrà mai contro la Sua Chiesa.


Una giovane donna mette a tacere un giudice malvagio

Santa Margherita († 284) stava in piedi davanti al giudice pagano che la interrogava sulla fede che professava.

Senza tremare, rispose semplicemente che era cristiana.

Allora il giudice, con un sorriso di disprezzo, le disse:
«È assurdo adorare un uomo, e soprattutto un uomo che è morto ignominiosamente su una Croce!»

Ma Margherita, ben lontana dal turbarsi, alzò nobilmente il capo e replicò:
«Perché parli soltanto della morte di Cristo e non della Sua Risurrezione? La Sua Passione e la Sua morte provano che Egli era uomo, ma la Sua Risurrezione è la prova della Sua Divinità.»

In questo faccia a faccia, la giovane martire, più forte del suo giudice, faceva già risplendere la vittoria di Cristo vivente sulla sapienza orgogliosa del mondo.