Lezione 25 – La Chiesa e il Vicario di Gesù Cristo

Tutti i figli di Dio formano una sola e medesima famiglia. Questa grande famiglia si chiama Chiesa. Fondata dallo stesso Nostro Signore Gesù Cristo, essa è il grande ovile in cui risuona ancora la voce del Buon Pastore.

Sulla riva del lago di Tiberiade

L’alba si leva, proiettando un riflesso d’oro sul lago di Galilea. Pietro e sei compagni hanno passato la notte a pescare, senza prendere nulla. Al mattino, uno Sconosciuto sulla riva grida loro di gettare la rete sul lato destro della barca. Essi obbediscono, e subito la rete si riempie di pesci, al punto da rischiare di rompersi.

Giovanni è il primo a comprendere:
«È il Signore!» mormora.

 

Allora Pietro, senza riflettere oltre, si getta in acqua per raggiungere più in fretta Gesù sulla riva. Là, sulla sabbia, vede un fuoco di brace, del pane e del pesce già pronto da mangiare. Questo pasto preparato dal Maestro rivela l’estrema delicatezza del Suo Amore. Il cuore di Pietro ne è commosso. Quel fuoco gli ricorda forse un altro braciere… nel cortile del sommo sacerdote, la notte in cui ha rinnegato il suo Maestro per tre volte.

 

Appena gli altri discepoli approdano, seduti attorno a Gesù, condividono il pasto. Le onde lambiscono i ciottoli, la brezza accarezza i loro volti. Soprattutto, la presenza del loro Maestro li colma di una gioia che si può appena immaginare. Dopo il pasto, mentre gli altri tacciono, Gesù si volge verso Simone Pietro.

«Simone, figlio di Giovanni, Mi ami tu più di costoro?»

 

Senza dubbio, Pietro sente riaffiorare alla memoria le sue belle promesse, la sua caduta, le sue lacrime. Ma Gesù lo ha assicurato del Suo perdono.

«Signore», risponde l’Apostolo, «Voi sapete che Vi amo.»

 

Gesù gli dice: «Pasci i Miei agnelli.» Ciò significa: sii il pastore dei Miei agnelli.

 

Per la seconda volta, Cristo lo interroga:
«Simone, figlio di Giovanni, Mi ami tu?»


«Ma sì, Signore», replica l’Apostolo, «Vi amo.»
«Pasci i Miei agnelli», ripete il Maestro.

 

Per la terza volta, Cristo domanda:
«Pietro, Mi ami tu?»

 

Questa terza domanda scuote Pietro nel profondo del suo essere. Essa gli ricorda il suo triplice rinnegamento, ma nello stesso tempo gli offre la possibilità di una triplice confessione d’amore.

 

Tutto rattristato dall’insistenza del suo Maestro adorato, Pietro esclama con ardore:
«Signore, Voi che sapete tutto, sapete bene che Vi amo!»
«Pasci le Mie pecore», conclude il Salvatore.

Questi agnelli, queste pecore che Egli ha riscattato con il Suo Sangue, il buon Gesù non vuole affidarli se non a colui che Lo amerà con il più grande amore e che veglierà, con uno zelo di ogni istante, sul Suo caro gregge. San Pietro ha toccato con mano la propria debolezza. Il suo rinnegamento ha scavato in lui un abisso di umiltà e di amore che lo rende adatto a essere scelto per primo a governare la Chiesa di Gesù Cristo.


Gli altri Apostoli, suoi fratelli, hanno ricevuto il potere di insegnare, di battezzare, di sciogliere le anime dal peccato. Ma a Pietro soltanto è stata affidata la missione di governare, di essere la pietra fondamentale, la voce stessa di Cristo per guidarci e santificarci.

La Chiesa è la grande assemblea delle anime che professano la Fede in Gesù Cristo e si tengono sotto la guida del Suo Vicario sulla terra. Come una vasta città spirituale, essa accoglie sotto le sue volte due categorie: i laici, chiamati fedeli, e il clero, composto dai sacerdoti, dai parroci che vigilano sulle loro parrocchie, dai Vescovi che guidano le loro diocesi e dal Papa, chiave di volta dell’edificio, al quale è stato affidato il governo di tutta la Chiesa.

La vera Chiesa, quella che Cristo ha edificato su Pietro, si riconosce da quattro note:

  1. È una, perché in ogni parte della terra professa un’unica dottrina.
  2. Èsanta, poiché ha la missione di santificare le anime e condurle a Dio.
  3. È cattolica, cioè universale, estendendo le sue braccia fino ai confini del mondo.
  4. È apostolica, perché è tuttora governata dai successori dei primi Apostoli.

Figli di questa Chiesa, dobbiamo amarla come si ama una madre, rispettarla come si rispetta una regina e obbedire alla sua voce come a quella di un padre. E quando i suoi nemici la calunniano o la feriscono, tocca a noi difenderne l’onore, come un figlio leale difende la dignità di colei che gli ha dato la vita.


Questa Chiesa visibile, nata dalla Fede e dalla lotta, si chiama Chiesa militante. Essa riunisce tutti i cristiani che combattono ancora sulla terra per giungere alla salvezza.


Vi è anche la Chiesa soffrente. Sono le anime che terminano di purificare le loro colpe nel Purgatorio, prima di entrare nella felicità eterna del Cielo.


Vi è infine la Chiesa trionfante. È formata da tutti i Santi del Paradiso che, durante il loro breve soggiorno sulla terra, hanno conquistato la palma eterna. Essi sono i nostri predecessori, i nostri modelli e intercedono per noi.


Queste tre Chiese, militante, soffrente e trionfante, sono unite tra loro da uno scambio di preghiere, di buone opere, di sofferenze, di meriti. Questo legame vivo si chiama Comunione dei Santi – la santa fraternità di tutti coloro che, uniti allo stesso Corpo mistico, condividono la stessa speranza.


Al vertice di questa Gerusalemme terrestre si trova il Papa, luogotenente di Cristo e successore di san Pietro. Capo visibile della Chiesa, egli è incaricato di mantenere intatta la dottrina cristiana e il deposito della Fede, e di vegliare sulla salvezza dei fedeli a lui affidati. Egli è infallibile, cioè non può sbagliarsi, quando, in quanto pastore e dottore della Chiesa universale, definisce una dottrina riguardante la Fede e i costumi.

Come riconoscere la vera Chiesa di Gesù Cristo

Il Catechismo insegna che la Chiesa si riconosce da quattro note: essa è una, santa, cattolica e apostolica. Ma è giusto aggiungere una quinta caratteristica, forse meno compresa, ma profondamente radicata nella vita stessa della Chiesa di Cristo: essa è perseguitata.

 

Un giorno, il santo Papa Pio IX riceveva in udienza un gruppo di giovani seminaristi. Il suo sguardo benevolo, ma penetrante, si posò su uno di loro:
«Quante e quali sono le caratteristiche distintive della vera Chiesa?» chiese.


Con voce sicura, il seminarista rispose subito:
«Sono quattro, Santità. La Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica.»


Il Santo Padre tacque un momento, il capo leggermente chinato, come se pesasse ogni parola:
«Sono soltanto queste?» domandò infine.


Sembrava impossibile al chierico essersi ingannato in una definizione tanto semplice. Tuttavia, con poca convinzione, azzardò:
«Forse… romana?»


Pio IX scosse dolcemente il capo:
«No, questo punto non è essenziale.»

 

Il chierico si sentì smarrito; i suoi compagni lo erano altrettanto. Il silenzio divenne più denso. Nessuno osava alzare lo sguardo. Allora, con una gravità dolce, il Papa guardò i presenti per attirarne maggiormente l’attenzione e riprese la parola:
«Ve lo dirò io, figli miei, perché ve ne ricordiate e lo ripetiate ovunque, poiché Gesù stesso lo ha espresso chiaramente, e ciò è scritto nel Vangelo:
la vera Chiesa è perseguitata.»

 

Così, fedele al suo Maestro, la Chiesa porta la Sua Croce. Avanza attraverso i secoli, sempre attaccata e sempre invincibile.