Lezione 3 – La Creazione (seguito) – Gli uomini

Come abbiamo detto, con la Sua onnipotenza, Dio ha creato dal nulla tutto ciò che esiste. Con una parola ha creato la terra, gli oceani e tutto ciò che essi contengono. Dio parla, e la luce sgorga, squarciando le tenebre come un lampo nella notte. Al Suo comando, la terra emerge dal seno delle acque: il suolo si disegna, le colline si elevano, le valli si abbassano. Su questa terra appena tratta dal nulla, Dio fa germogliare l’erba tenera, fiorire i prati, crescere gli alberi carichi di frutti. Poi Egli getta nello spazio i grandi astri: il sole, come un re di fuoco per il giorno; la luna, dolce luce d’argento per la notte; e, tutt’intorno, una moltitudine di stelle, come una polvere di diamanti disseminata nel firmamento. Dopo le piante e gli astri, Egli crea gli animali che corrono, volano e nuotano, ciascuno con la propria bellezza, forza o grazia. Infine – e solo allora – crea l’uomo, come si prepara a lungo un magnifico palazzo per il re che verrà ad abitarlo.

La creazione dei primi uomini

Per quest’ultima opera, Dio Si china con una cura tutta particolare. «Facciamo l’uomo a Nostra immagine e a Nostra somiglianza – dice – ed egli domini su tutti gli animali e su tutte le cose della terra.» Dio prende la polvere della terra e, da questo fango senza vita, modella il corpo dell’uomo come un artista che plasma una statua. Questo corpo, per quanto perfetto, non si muove ancora. Dio Si avvicina, soffia nelle sue narici un soffio di vita e, in quell’istante, si risveglia un’anima: un’anima capace di pensare, di amare e di volere liberamente. La statua diventa un essere vivente, e l’uomo apre gli occhi alla luce.

Tuttavia, in questo vasto universo, Dio vede che l’uomo rimane solo. Egli giudica che non è bene che resti così, senza qualcuno con cui condividere la sua gioia e i suoi pensieri. Allora Dio manda un sonno profondo su Adamo e, prendendo una delle sue costole, forma la donna che sarà la sua compagna. Egli la dota anch’essa di un corpo e di un’anima, uguale in dignità, fatta per camminare al suo fianco. Il primo uomo e la prima donna si chiamano Adamo ed Eva.

Il Paradiso terrestre

Dio li pone in un giardino di meraviglie, chiamato il Paradiso terrestre o Eden. Là tutto parla di pace e di felicità: i fiori profumano l’aria, gli uccelli cantano tra i rami, i frutti dorati e profumati pendono in abbondanza. Tutti gli alberi sono a loro disposizione, e le loro mani possono cogliere liberamente ciò che il loro cuore desidera.

Tuttavia, poiché Egli destina i nostri progenitori a una felicità eterna, e poiché per raggiungerla bisogna amare Dio sopra ogni cosa, il buon Dio vuole prima mettere alla prova la loro obbedienza. In mezzo al giardino si trova un albero misterioso, chiamato l’albero della conoscenza del bene e del male. Dio dice chiaramente ad Adamo ed Eva che possono godere di tutto, tranne che di quell’albero. Egli proibisce loro di mangiarne i frutti e li avverte che, se oseranno trasgredire questo comando, saranno destinati a soffrire molto e a morire un giorno. Il divieto è formale, ma l’amore di Dio rende questo comandamento leggero. Se essi amano veramente Dio, lo dimostreranno non toccando il frutto proibito.

I giorni scorrono, luminosi come un lungo mattino senza nuvole. Adamo ed Eva vivono felici, in pace con sé stessi, con la natura e con Dio, che viene spesso a visitarli come un Padre amorevole. Egli li istruisce e manifesta loro il Suo amore in una dolce familiarità. In questo Paradiso terrestre, Adamo ed Eva vivono nell’innocenza, al riparo dal male e dalla sofferenza. Non hanno la minima inclinazione al male. Sono perfettamente felici.

Ma, nell’ombra, qualcuno li osserva. Il demonio, capo degli angeli ribelli un tempo scacciati dal Cielo per essersi opposti a Dio, arde di gelosia vedendo l’amicizia tra Dio e l’uomo. Satana, che era stato particolarmente amato da Dio, ha distrutto questo legame d’amore ribellandoSi alla Sua Volontà. Egli ha dunque deciso di distruggere il legame d’amore tra Dio e gli uomini. Colui che ha perduto il Cielo per il suo orgoglio vuole che ogni creatura si perda con lui.