Lezione 19 – La Santa Comunione (seguito)

Ci resta da parlare dell’atto stesso con cui il dolce Gesù Si dona a noi: la Comunione. Per comunicarsi bene, sono necessarie diverse disposizioni. Bisogna essere rivestiti di abiti puliti, con un contegno modesto e raccolto, che manifesti il rispetto dovuto alla divina Presenza.

Soprattutto, occorre avere una retta intenzione e sapere quale atto si compie, cioè conoscere i principali punti della dottrina cristiana, in particolare ciò che riguarda il Sacramento dell’Eucaristia. Bisogna inoltre essere in stato di grazia, con la coscienza purificata da ogni peccato mortale, perché le cose sante sono, per così dire, per i santi, o per coloro che vogliono diventarlo. Colui che osasse accostarsi alla Santa Mensa con un peccato mortale nell’anima commetterebbe un grave sacrilegio, come un nuovo Giuda. Il Signore dice: «Cerco un cuore puro, ed è lì il luogo del Mio riposo. Se volete che Io venga in voi e vi dimori, purificate la casa della vostra anima, perché ogni cuore che ama prepara a colui che ama il luogo migliore e più bello».

Ammirevoli sono gli effetti che la Santa Comunione produce in noi. Anzitutto, essa ci unisce a Gesù Cristo, sorgente di ogni bene. Egli Si dona a noi con un’intimità pari a quella con cui Si dona ai Suoi eletti nel Cielo, così che ciascuno, dopo essersi comunicato, può ripetere con san Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me».


Nutrimento spirituale della nostra anima, la Santa Eucaristia accresce in noi la vita della grazia, come il nutrimento del corpo sostiene e accresce la vita fisica. Rendendoci più forti e più uniti a Dio, ci preserva dal peccato e ci rende capaci di vincere le tentazioni. È l’Eucaristia che ha formato i Santi, gli eroi, i martiri. «Quando si ha Dio nel cuore», diceva un generale cristiano, «non si capitola mai».

Cristiano che ami Gesù, sforzati di ornare il tuo cuore di tutte le virtù, di tutti i fiori: viole dell’umiltà, rose dell’amore, gigli della purezza. Quando avrai ricevuto Gesù, aspirerai alla Comunione frequente, a questa unione abituale con il Divin Bambino. Ammesso spesso al banchetto sacro, ti impregnerai di Gesù, che ti rafforzerà nell’innocenza e nella pietà. E, nell’attesa delle gioie del Paradiso, gusterai già quaggiù quanto il Signore è dolce con coloro che Lo amano.

Datemi Gesù

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori incontrò un giorno, nelle strade di Napoli, una bambina di cinque anni che ardeva dal desiderio di ricevere il Pane del Cielo. La piccola seguiva tutti i sacerdoti che vedeva, li supplicava con le mani giunte: «Datemi Gesù». Il santo Dottore, colpito, le rivolse alcune domande, riconobbe la purezza del suo cuore e le permise di comunicarsi. «Oh!», diceva poi a uno dei suoi religiosi, «è meglio dare la Comunione a un bambino di questa età che a tanti cristiani il cui cuore è pieno di iniquità!»